GITA AL PONTE TIBETANO DI CARASC (Svizzera)

Questa escursione collinare di circa 6 ore (soste comprese) inizia a Sementina, in Via alla Serta. Dopo aver attraversato il portale dei cosiddetti “Fortini della Fame”, si segue un sentiero che poi si congiunge con Via delle Vigne, fino alla località Mondò.
Qui si abbandona il percorso delle vigne e si sale verso San Defendente su un comodo sentiero. Il pianoro di San Defendente ospita l’omonimo oratorio di origini tardo medioevali.

Da questo punto il paesaggio cambia e le vigne lasciano il posto alla selva castanile. Avvicinandosi al ponte tibetano, tra la folta vegetazione si possono scorgere i Castelli di Bellinzona, la chiesa di San Bernardo e i pianori di Curzutt.

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GITA AL FORTE DI FENESTRELLE

Sulle pendici del monte Orsiera, in Val Chisone, sorge la fortificazione alpina più grande d’Europa e ancora in ottimo stato di conservazione.   Una splendida opera di sbarramento in pietra e muratura che occupa 1.300.000 mq di superficie, inerpicandosi per 3 km sul costone dell’Orsiera, per un dislivello di 635 m.

Non unica fortificazione, bensì un insieme di più forti (Carlo Alberto, San Carlo, Tre Denti, Delle Valli), polveriere, magazzini, ridotte e possenti cannoniere unite da quella mirabile opera che rende il Forte di Fenestrelle ancora più unico e suggestivo: la scala coperta con i suoi 4000 gradini che salgono sul crinale della montagna, tutti in galleria artificiale.

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Uscita “al chiaro di luna” al Monte San Primo

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Sabato prossimo 15 marzo, sarà recuperata l’uscita notturna che era in programma il giorno 15 febbraio, ma che non si fece, causa maltempo.

Si salirà il Monte San Primo chi con le ciaspole, chi con sci e pelli di foca e chi con gli abituali scarponi.                                                                                                               Ritrovo alle 18,45 presso il parcheggio dello skilift “Forcella” al  Parco Monte S. Primo.   Inizio salita alle ore 19,00.

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Cimone di Margno

Domenica 23 febbraio c’era in programma la salita ai Piani di Artavaggio, in funivia, e poi, da lì, si sarebbe deciso dove dirigersi.

Il condizionale è d’obbligo, perché una volta raggiunta la stazione di partenza della funivia, pur essendo presto, ci siamo trovati davanti a una coda chilometrica, che ci ha fatto decidere di andare da un’altra parte e più precisamente all’Alpe Paglio.

Il gruppo era composto da Alberto e Angela, Renzo e Carmen, Pietro, Franco, Gianmarino, Luca.    Un piccolo, ma affiatato e collaudato gruppo.

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